Luglio 2009

Scena Mediterranea più che mai attiva! Il 6 marzo i LAMENTU suonano al Veleno di Catania. Splendida serata di metal estremo isolano, e grande entusiasmo per i brani del debut cd ‘Liack’, a base di death/black africano. A fine marzo Agghiastru suona ai Candelai di Palermo, storico locale dell’indie rock internazionale. Buono è anche il riscontro per le nuove fatiche discografiche rilasciate nel 2008, ‘Disincantu’ di AGGHIASTRU in primis, ma anche ‘33’ di INCHIUVATU, MALEFICU SANTIFICATU ‘La Pietà’, e 3 con ‘Santu Rusariu’, ma anche di tutti gli altri EP della Scena. Ormai Rosario Badalamenti detta legge all’interno della Famiglia Sicula, e in fatto di cose estreme ci sono delle novità. Con lui esaminiamo anche i due show di INCHIUVATU, probabilmente gli ultimi.

“Attualmente sto aiutando AGGHIASTRU per un po’ di cose nuove per il suo terzo album ufficiale. Vorremmo realizzare qualcosa di più diretto rispetto a ‘Disincantu’, più chitarre e testi ‘violenti’. Ho terminato due nuovi lavori di MALEFICU SANTIFICATU e 3, mentre Astiu e Nadur stanno gettando le basi per un nuovo EP de LA CARUTA di li DEI, progetto assente dalla pubblicazione di un lavoro musicale dal 2005. Ma anche Agghiastru realizzerà tra qualche mese un nuovo EP di INCHIVATU dal titolo ‘Ecce Homo’, e poi ULTIMA MISSA il terzo EP. L’uscita di tutto questo materiale è previsto per l’autunno 2009, almeno credo”.

Dunque possiamo dire che la Sicilian Family sta vivendo anni di enorme produttività e successo, mi riferisco dal 2007 a oggi. Ci sono state diverse uscite discografiche pregevoli, e live show un po’ ovunque. Ma la gente continua a chiedersi perché come artisti non avete ancora la visibilità che meritate.

“La risposta è semplice, perché noi siamo stati sempre lontani dal business. Per fare soldi ci voglio soldi e laccare il culo a destra e manca. Noi non abbiamo mai cercato di ottenere il successo con queste modalità. Anzi, vogliamo proprio stare fuori dal giro. I pochi concerti che fanno i ragazzi sono dovuti al fatto che pochi organizzatori si possono permettere di chiamare INCHIUVATU live, e francamente non ci frega più di tanto. Stessa cosa si può dire per le recensioni, interviste o altro… NOI NON CERCHIAMO NESSUNO. Chi vuole interloquire con noi, ci deve cercare, altrimenti fanculo a tutti. I fan, possono seguirci attraverso i nostri siti. In questi termini non avremo mai la visibilità che hanno cani e porci. Noi siamo puramente underground, e il mondo del merdal con le sue patetiche scimmie ammaestrate non c’interessa minimamente”.

Anche se ti rifiuti di esibirti in sede live, hai seguito le prove per i due show di INCHIUVATU, quelli di Caserta e Palermo. Tra l’altro la foto che ritrae te e Agghiastru al tavolo dei bicchieri (fantastica foto promozionale per ‘Miseria’) campeggiava per tutta Napoli, e molti sono rimasti delusi della tua assenza. Cosa puoi dirmi, e quali sono le possibilità live per il futuro.

“Trovo disgustoso rompersi il culo in sala prove per poi vanificare tutto dal vivo con un sound di merda, oppure condividendo il palco con qualche band di supporto del cazzo. Di quelli che quel giorno si sentono delle star solo perché sanno dove infilare un jack, ma musicalmente non vanno più in là della mera imitazione dei Cradle of Filth. I ragazzi affrontano i live per puro divertimento, vanno in vacanza, non credo che stiano attenti a quello che accade sul palco. Io non ci riuscirei. Agghiastru la vive come una sorta d’incontro intimo con quelli che hanno la sua età. Sai che è fissato con l’età, il tempo che passa, ecc ecc. Quindi ogni occasione diventa buona per flagellarsi coi ricordi e minchiate varie. Non è più neanche un concerto, è una specie di veglia funebre ad un uomo finito, inchiuvatu. Posso dirti che gli show, a sentir loro, sono andati bene, specie quello di Caserta. Lì c’era grande attesa, non c’erano mai stati in Campania. C’è stato un pubblico abbastanza numeroso e adulto, e il suono non era male. Per il futuro prevedo Agghiastru sempre più chiuso nella sua dimensione intima e acustica, barricato dietro al piano, a sputare in modo elegante su tutto e tutti. Non credo che ci sia spazio per eventuali esibizioni live metal, l’Italia è un paese di merda! Specie per la musica, stessa cosa dicasi per i fruitori, nostri fan a parte è ovvio”.

Qualcosa in più sull’esibizione? Non ti dico un report, visto che non c’eri, ma almeno che ne pensi del lato puramente artistico/musicale.

“Che vuoi che ti dica… La scaletta è la migliore possibile, ci sono brani presi da tutti gli album. Pensa che suonano quasi due ore. Si apre con ‘La Morti’, poi ‘Inchiuvatu’ e ‘Schiuvatu’ attaccate. ‘Cu Sangu a L’Occhi’, e ancora legate ‘Nenia’ e Nenia II’. Bello questo incontro tra brani vecchi e nuovi. La prima parte di ‘Dramma’ viene legata a ‘Viogna’ e poi ancora salti tra il passato e il presente: ‘Piccatu’, ‘Lu Jocu di li Spiddi’, ‘Tramuntu’ ‘Castiu di Diu’. La prima parte viene chiusa da Agghiastru che esegue al piano ‘Addisìu’ e ‘Unìa’. La seconda viene introdotta dal fiscaletto di ‘Nichea’ e da tre brani dedicati alla figura della Vergine: ‘Ave Matri’, ‘Lorda’ e ‘Impura’. Segue ‘Pecura Niura’, ‘Aciddazzu’ ‘Cristu Crastu’, c’è spazio anche per un paio di cover. ‘Dannazioni’ dei Maleficu Santificatu e ‘Aggrissu’ dei Lamentu. Luciferu Re chiude lo show. Certo, si sente che Agghi, non è più quello di una volta. La sua faccia è tristemente appesantita dall’angoscia degli anni. Non è più quello che si presentava col ‘Teatrino della Vergogna’ e faceva ballare i pupi. Che si cambiava d’abito tra teste di vergini sanguinanti, fiori, maschere… ma che vuoi farci, si cresce, anzi si muore”.

Marco – luglio 2009




 








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